MostRimini
06.05.2017 – 24.06.2017

a cura di Marco Baldassari, Irene Guerrini

Vernissage 6 maggio h.18

“MostRimini” è unione di tre forme d’arte: fotografia, scultura e pittura.
La mostra prevede l’accostamento di opere create da tre artiste nella comunità di Mutonia e quelle di tre giovani esordienti provenienti dall’ambiente street.
Le opere presenti in galleria sono una selezione di sculture a tutto tondo, tra cui, la serie di evoluzioni morfologiche di Su_e_Side in legno e ceramica, le opere di Lu Lupan, una delle più famose tra i membri della comunità e l’opera di Nikki Rifiutile, che esibirà negli spazi del Far messi a disposizione dal Comune di Rimini.
Ma l’esposizione prevede anche pittura su tela. I due giovani prelevati dal segreto mondo della street art e del writing hanno a disposizione una vera e importante galleria italiana per esibire la poetica artistica che li ha contraddistinti per qualità dalla vasta quantità di scritte sui muri, dove i muri per le strade sono considerati giorno e notte le proprie gallerie personali. Adesso la sfida per loro, Exit Enter e Federico Santini, sarà quella di restituire l’aria e le regole del loro ambiente nell’aulico mondo dell’arte contemporanea, la quale ha ufficialmente aperto le porte a questa forma d’arte dall’inizio degli anni ’80 in America e Europa.
Mattia Capitani, il terzo dei giovani, seleziona dalla sua vasta produzione, iniziata ancora adolescente, un filo conduttore che lega la disciplina street a quella della comunità Mutoid, cioè rifiuti urbani su tela.
Intervallano le opere d’arte in esposizione, le fotografie delle partecipanti al Workshop ideato da Marco Baldassari che rimandano agli sguardi dedicati proprio alla comunità di Mutonia e della ex discoteca Woodpecker affrescata da Blu, da cui ha preso origine la mostra.

L’arte presentata ad Augeo Art Space è quella Outsider. Si tratta di un apparato dell’arte contemporanea – in Italia a volte sostituito con Arte Irregolare – iniziato dopo le grandi guerre del Novecento, quando si apre la caccia tra i collezionisti ai prodotti psichiatrici degli orrori attraverso la visione di chi la follia l’aveva odorata da vicino. Con il termine Outsider Art si designa dunque la grande, variegata e complessa famiglia degli artisti marginali, emarginati, folk, visionari, quasi sempre, sprovvisti di formazione artistica accademica.

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